L’Universidad Europea del Atlántico (Università Europea dell’Atlantico, UNEATLANTICO) ha ospitato, dal 19 al 23 gennaio, la riunione di avvio del progetto europeo Erasmus+ Capacity Building in Higher Education (CBHE) “Simulation based training and digital technologies combined with service-learning approach for experiential and reflective learning in nutrition and dietetic education” (MAHINE), finanziato dall’Unione Europea attraverso l’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA). Il progetto è orientato al rafforzamento della formazione, dell’innovazione e della cooperazione internazionale nei settori della nutrizione, dell’agronomia e della salute.
Accanto a UNEATLANTICO, capofila del progetto, hanno partecipato all’incontro i principali partner: la Universidade Internacional do Cuanza (Università Internazionale di Cuanza, UNIC) e la Università José Eduardo dos Santos (UJES) in Angola, nonché la Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) in Italia.
All’incontro hanno preso parte docenti e ricercatori di rilievo di ciascuna istituzione: Thomas André Prola, Iñaki Elío Pascual, Sandra Sumalla e Kilian Tutusaus per UNEATLANTICO; Maurizio Battino e Luca Mazzon per UNIVPM; Marino Leopoldo Sungo e Herculano João per UJES; María Elena Castro e Virginia Kambani Sumbo per UNIC.
La riunione è stata inaugurata da Josep Alemany, vicerettore per l’Organizzazione Accademica e il Personale Docente, e da Juan Luis Martín Ayala, vicerettore per la Ricerca e il Trasferimento della Conoscenza, che hanno dato il benvenuto ai partecipanti e sottolineato l’importanza della cooperazione accademica internazionale per affrontare sfide sociali e sanitarie complesse.
Durante le sessioni è emersa con chiarezza la grave situazione nutrizionale dell’Angola, caratterizzata da insicurezza alimentare e da una limitata offerta di formazione accademica strutturata nello stesso ambito. Come evidenziato dai partecipanti, attualmente non esistono istituzioni pubbliche che offrano percorsi universitari completi in nutrizione, circostanza che limita il riconoscimento professionale del nutrizionista e le opportunità di inserimento lavorativo, in particolare negli ospedali, dove tali funzioni sono spesso svolte da personale infermieristico.
Tra le principali difficoltà per l’implementazione del progetto sono state indicate la scarsa integrazione tra nutrizione e agronomia, piani di studio poco aderenti alla realtà sociale del Paese, carenze nella formazione pratica e un forte radicamento culturale che ostacola l’adozione di nuovi modelli alimentari. A ciò si aggiungono una distribuzione inefficiente degli alimenti e l’assenza di diete equilibrate e adeguatamente combinate.
Di particolare rilievo è stata la necessità di sensibilizzare i decisori politici e i responsabili governativi sull’importanza del ruolo del nutrizionista. «In Angola non esistono politiche pubbliche in materia di nutrizione, e questo rappresenta un problema strutturale», ha sottolineato Virginia Sumbo, docente di UNIC, insistendo sulla necessità di educare e sensibilizzare sia la popolazione sia le istituzioni.
In risposta a tali esigenze, il progetto MAHINE svilupperà strumenti volti a migliorare la formazione pratica dei nutrizionisti nelle istituzioni di istruzione superiore angolane. Grazie all’utilizzo di chatbot, gli studenti potranno potenziare le proprie competenze comunicative attraverso la pratica ripetuta di interazioni con pazienti virtuali, contestualizzate nella realtà nutrizionale dell’Angola. Il progetto prevede inoltre la promozione di servizi alla comunità da parte delle università partecipanti, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento della salute pubblica del Paese.
Nel corso della settimana, i partner hanno presentato le istituzioni coinvolte e pianificato le diverse attività che saranno sviluppate nei prossimi tre anni, relative allo sviluppo tecnologico del progetto, alla qualità, agli aspetti finanziari e alle azioni di comunicazione.
Giovedì 22 gennaio, a conclusione della riunione, si è tenuta presso l’aula magna dell’università una conferenza di presentazione del progetto alla comunità accademica. L’evento si è svolto anche in modalità online, tramite il canale YouTube dell’Università, con la partecipazione di studenti e docenti dall’Angola. La sessione è disponibile tramite apposito collegamento. La conferenza è stata inaugurata da Alba Valle, project manager della Delegazione dell’Unione Europea in Angola, che ha dichiarato: «Come responsabile di progetti nel settore dell’istruzione, è preoccupante constatare le conseguenze negative che la malnutrizione nei primi anni di vita può avere sulle capacità di apprendimento dei bambini».
La project manager ha inoltre espresso il proprio apprezzamento a UNEATLANTICO «per aver creato un progetto di grande rilevanza, che include elementi innovativi per migliorare la formazione nell’ambito della nutrizione con ricadute sul settore agricolo, un ambito in cui l’Angola possiede un notevole potenziale».
MAHINE gode anche del supporto di altre istituzioni associate al progetto: la Fondazione Universitaria Iberoamericana (FUNIBER), l’ONG Nutrizione senza Frontiere (NSF) e l’Ordine Professionale dei Dietisti-Nutrizionisti della Cantabria (CODUNICAN) in Spagna; l’Università di Porto (UPORTO) e la Università di Trás-os-Montes e Alto Douro (UTAD) in Portogallo; AP Hogeschool Antwerpen in Belgio; e UKAMBA in Angola.

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